Collegio Convitto Celana
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Biblioteca

La biblioteca del Collegio è stata inaugurata nel 2002 alla presenza di Monsignor Loris Capovilla ed è stata intitolata a Papa Giovanni XXIII, il più illustre allievo del Collegio e nuovo beato. Sono custoditi più di 10.000 libri, sono presenti un incunabolo, diverse cinquecentine e seicentine, trattati religiosi e scientifici alcuni dei quali con straordinarie illustrazioni a colori.  Annessa alla biblioteca si trova la sala lettura, dove esposti sulle pareti si possono ammirare quadri d'epoca.
 

Globo Celeste

Il Collegio di Celana conserva un prezioso globo celeste, realizzato nel 1694 da Giacoo Cantelli di Vignola (1643-1695) come documenta un cartiglio dipinto sul globo stesso:

 OPUS NOB. VIR.

JACOPO CANTELLI DE VIGNOLA

- A.D- MDCXCIII - OPUS NOBILI VIRI

La grande importanza di quest'opera sta nel fatto che il Cantelli eseguì molti globi, ma qesto è l'unico conservatosi sino ad oggi, per quanto si sappia. Esso inoltre ha la particolarità di essere non a stampa, come molte opere analoghe dell'epoca, bensì manoscritto. Il Cantelli era un buon realizzatore di carte geografiche, tanto da essere nominato cartografo del duca di Modena, fu poi bibliotecario ducale estense e pare sia stato cartografo pontificio.

 

Museo di Storia Naturale

 

Il Museo di Storia Naturale fu fondato nel 1891 dal rettore Don Francesco Benedetti, il quale ne affida la cura a due  naturalisti bergamaschi che insegnarono nel Collegio: Don Bernardino Gavazzeni de' Gaiboni  di Strozza e Don Enrico Caffi di San Pellegrino (1866-1948), forse il maggiore naturalista bergamasco e direttore del Museo di Scienze naturali di Bergamo che oggi è a lui dedicato. Il museo occupa ua superficie espositiva di circa 300 mq. Nel 1999 il curatore Giambattista Rivellini, seguendo fedelmente i criteri conservativi ed espositivi ottocenteschi, ricolloca la mostra nello spazio originario, mantenendo gli stessi armadie teche. All'ingresso del museo si trova un orso bruno catturato a Primaluna in Valsassina nel 1886, reperto di particolare importanza poicè l'esemplare è uno degli ultimi orsi cacciati sull'arco prealpino ei quali sia documentato l'abbattimento. In una sala si può ammirare una colelzione di funghi realizzata in legno, carta, pelle e cera da Giovanni Stefanini a fine Ottocento, nella stessa sala sono conservati quattro preziosi volumi dell'erbario realizzato dal parroco di Olate don Luigi Sacchi nel 1850; l'opera è attualmente consultabile solo a scopo di studio data la sua delicatezza e fragilità. Non manca una raccolta di minerali, rocce fossili del monte Albenza e dell'area orobica. Mammiferi esotici ed europei fanno mostra di sé lungo la navata interna. Seguono due teche con esemplari di ornitofauna europea. Nei vasi con soluzioni chimiche si mantengono, inalterati nel tempo, rettili, anfibi e pesci. Una collezione malacologica di 150 specie affianca una foca, una tartaruga ed alcune spugne marine. Esemplari di fauna africana si accompagnano a quella locale.

Alcune fotografie